Clicca play e ascolta l’intervista realizzata da Antonio Sica a Sandro Ruotolo, noto giornalista italiano, in visita all’Unisa per parlare de “Il ruolo dei media nell’anno di Tangentopoli e delle stragi mafiose”.

Nella giornata di ieri, il giornalista Sandro Ruotolo ha incontrato gli studenti del campus di Fisciano all’interno di un seminario tematico dal titolo “Il ruolo dei media nell’anno di Tangentopoli e delle stragi mafiose”, organizzato da Marcello Ravveduto (docente di Public&Digital History).

Il giornalista partenopeo ha iniziato il suo discorso con una panoramica introduttiva di quel periodo: <<Sono sicuramente gli anni del grande trapasso, che per me iniziano nel 1989 con la caduta del muro di Berlino. A partire di lì si rompono degli equilibri tra mafia e sistema di potere, che non aveva più senso con un partito come la Democrazia Cristiana non essendoci più il pericolo rosso.>>
Durante il convegno ad essere approfondito è anche il contrasto tra la violenza inaudita dei criminali di allora ed il silenzio e la capacità di mimetizzarsi sul territorio dei clan odierni: <<Quegli anni segnarono da parte della mafia un terrorismo politico ma con la caduta dei Corleonesi la situazione è cambiata. Quando non si spara è perchè si è vinto, noi non abbiamo scardinato il sistema mafioso. Anzi il timore è che la Mafia è così forte da non aver bisogno di sparare e la politica così corrotta da non aver bisogno di nessuna costrizione, bensì di trattative. Perchè da 200 anni a questa parte non riusciamo a debellare questo fenomeno? perchè stanno dentro il sistema di potere. Fanno di tutto per non lottare contro la corruzione, per questo il sistema di tangenti continua anche sui mega appalti pubblici.>>
Ruotolo che, dal 2005, è sotto scorta per le inchieste portate avanti sui rifiuti tossici in Campania si sofferma anche sulla situazione attuale dei media e della libertà di espressione che c’è nel nostro paese: <<Sono contrario alla classifica stilata da reporters sans frontières, che fa scalare l’Italia di 25 posizioni più in alto per quanto riguarda la libertà di stampa. E’ inammissibile basarsi su soli due casi tra l’altro avvenuti nello Stato Vaticano, l’unica nota con cui concordo è la citazione fatta a Grillo.>> L’Italia per poter davvero scalare le classifiche dovrebbe avere, secondo Ruotolo, un “editore puro”; ciò comporterebbe infatti la risoluzione del conflitto di interesse. << Negli anni di tangentopoli ci sentivamo liberi di operare nel nostro settore, gli equilibri cambiavano e nessuno aveva il potere di chiamare in redazione ed imporsi. Adesso si torna ad essere sudditi e nessuno punta più a fare notizia.>>

Per concludere lo speciale ospite dell’Ateneo reguardisce i ragazzi: <<non esiste un giornalista imparziale, l’unica tutela che avete è il confronto. Il web offre a tutti la possibilità di esprimerci e bypassare la censura ma attenti alle “fake news”, una nuova minaccia per la democrazia. – poi Ruotolo continua esaltando l’importanza della Storia – più sai e meglio combatti. Per non cadere negli stessi errori, quindi non parliamo del passato ma del futuro del nostro paese. Che identità hai senza memoria? poi basta parlare di legalità, parliamo di responsabilità.>>