Nel calcio non esistono passeggiate di salute, soprattutto quando dall’altra parte della barricata l’avversario ti attende spasmodicamente per dare una svolta alla sua stagione. Con questa consapevolezza la Salernitana dovrà affrontare il match contro la Ternana di mister Liverani. Gli umbri sono reduci dalla sconfitta di Benevento, ma hanno abbandonato il campo dimostrando di essere una squadra in salute e con tutte le carte in regola per puntare (in primis) alla salvezza diretta, lasciando all’opzione play out la mera funzione di uscita d’emergenza. Una gara in cui il pareggio servirebbe poco ad entrambe le squadre, in corsa per obiettivi diversi e costrette a recuperare il terreno perduto rispetto alle rivali. I granata dovranno essere bravi soprattutto a non ingigantire la piccola delusione scaturita dal pari interno contro il Cittadella, sforzandosi di credere ciecamente nel colpaccio esterno in grado di rivalutare anche il mezzo passo falso registrato contro i veneti di Venturato. Le motivazioni ed il livello di ‘ferocia’ agonistica potrebbero fare la differenza sul prato verde. Se la Salernitana riuscisse ad esprimere la stessa determinazione e concentrazione dei calciatori locali, probabilmente avrebbe qualche carta in più da giocare sul tavolo immaginario del ‘Liberati’. Spetterà a Coda e compagni mettere a fuoco i punti deboli delle fere e inaridire sul nascere le giocate di alcune individualità di spicco presenti nell’undici ternano. Il modulo tattico base della Ternana è il ‘4-3-1-2’; un rombo reso necessario dalla presenza di Falletti, talentuoso e imprescindibile trequartista uruguaiano. La difesa umbra non è sicuramente tra le più solide della categoria; anzi, a volerla dire tutta, è forse troppo ‘offensiva’ per garantire solidità costante contro i tanti attaccanti scaltri che militano nel secondo torneo nazionale. I due esterni difensivi, Zanon e Germoni, sono molto partecipativi in fase di spinta, ma spesso vanno in sofferenza quando devono fronteggiare l’uno contro uno. In questo senso, risulteranno di fondamentale importanza le ripartenze che gli uomini di Bollini sapranno effettuare. Al centro della retroguardia ternana non mancano esperienza, fisicità e rapidità, ma la capacità di gestire la concentrazione nell’arco dei novanta minuti, così come la serenità per non trasformare in irruenza il temperamento, non sono caratteristiche dominanti nel dna calcistico dei vari Meccariello, Valjent e Diakitè. Calciatori del calibro di Rosina e Coda, ma anche la vivacità di Improta, Sprocati e Donnarumma, potrebbero creare più di un problema. Incostanza di rendimento e prestazioni altalenanti anche per i guardiani della porta, con Di Gennaro che ha lasciato la titolarità del ruolo all’ex pescarese Aresti. Anche il centrocampo umbro non presenta un particolare livello di incisività ed imprevedibilità. Ledesma e Coppola sono due calciatori molto esperti, bravi a leggere le gare dal punto di vista tattico, ma anche elementi che hanno già dato tanto nel corso delle loro carriere e sprovvisti di passo e spunto per prendere tra le mani le redini del gioco. I pericoli potrebbero arrivare con il dinamismo e la qualità degli elementi più giovani; soprattutto con la cifra tecnica del mancino Di Noia ed il moto perpetuo del virgulto Petriccione, interessante prospetto fuoriuscito dalla cantera della Fiorentina. Mezzi tecnici e personalità riscontrabili anche nelle interpretazioni calcistiche dell’interno Palumbo, il quale però è ancora lontano dal compiere il salto di qualità dal punto di vista del temperamento e della tenuta mentale. Alla Salernitana, pertanto, il compito di fare la gara, nel tentativo di isolare il reparto offensivo umbro, che rappresenta il punto di forza della squadra di Liverani. Ad incutere timore è soprattutto l’estroso Falletti, trequartista molto abile nell’uno contro uno, spesso devastante in fase di rimessa e accompagnato da una rapidità d’esecuzione al di sopra della media. La Salernitana dovrà ingabbiarlo nella sua trequarti, essere brava a rimanere stretta e compatta con i reparti, raddoppiando e triplicando le marcature per negargli eccessiva agibilità. La pericolosità offensiva dei padroni di casa passa soprattutto per i piedi e l’inventiva dell’estroso sudamericano. Bloccare lui per far arrivare scarsi rifornimenti all’ariete Avenatti, molto abile in area di rigore e nel gioco acrobatico, meno insidioso quando è costretto a giocare palloni sporchi e ad avere la meglio sui difensori nello spazio breve. Ad affiancare il possente centravanti umbro potrebbe esserci il promettente Palombi, attaccante di proprietà della Lazio. Il ragazzo, autore di sei reti nel suo primo cimento da professionista, presenta grandi margini di miglioramento e si lascia apprezzare per caparbietà, versatilità tattica (può giocare sia da prima che da seconda punta), opportunismo e concretezza in fase di finalizzazione.

 

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2): Aresti; Zanon, Diakitè (Valjent), Meccariello, Germoni; Coppola, Ledesma, Petriccione; Falletti, Avenatti, Palombi. All. Liverani.

 

Fonte: Solosalerno.it

 

(Alessandra Lombardi)