Ingegneri, architetti, amministrazioni pubbliche e geologi a convegno, a Salerno, domani, nei saloni del Grand Hotel Salerno, in via Lungomare Tafuri, dalle 9 alle 18.30, per declinare al futuro i criteri di sostenibilità da mettere in campo per gli interventi di protezione, conservazione e manutenzione del patrimonio archeologico, storico – culturale e civile su un territorio di estrema fragilità qual è quello italiano. ‘Diagnosi e Cantieri Leggeri per la Prevenzione delle Emergenze – Manutenzione civile 4.0: rischio sisma, sostenibilità del territorio e del suo patrimonio’ è difatti il tema sul quale si svilupperà la giornata di studi, divisa in due sessioni. A moderare gli interventi il giornalista Carlo Avvisati. “L’attuale situazione di emergenza sismica che da mesi, per citare solo gli ultimi eventi, ha messo in ginocchio il cuore, la parte centrale del nostro Paese – sottolinea Marco Baione, amministratore unico di Jobiz Formazione – ha fatto riemergere la necessità di una azione incisiva finalizzata a rendere l’Italia più sicura”. Ovviamente, non è solamente la condizione di sismicità del territorio a preoccupare la categoria. Al problema del paese «ballerino» si sommano, difatti, altri eventi che spesso diventano calamità a causa delle condizioni di scarsa manutenzione, come spesso si verifica nel caso degli alvei fluviali e del conseguente rischio idrogeologico delle aree circostanti. Non ultima criticità è quella presentata dal sicuro rischio in aree in cui esistono vulcani attivi, elemento che completa l’analisi a giro d’orizzonte e «definisce – sottolinea ancora Baione – un quadro a dir poco preoccupante». Insomma, l’obiettivo, come a più riprese ha rimarcato in questi anni Renzo Piano, è quello di avere una «Italia sicura» con case vivibili, ospedali, edifici pubblici e scuole adeguati al rischio sismico. “La risposta – propone Marco Baione – può essere ricercata solo nella crescita delle competenze. Le tecnologie ci sono, possiamo operare chirurgicamente, ma è necessaria una spinta culturale che dia energia al cambiamento”. La giornata di studi è sostenuta, tra gli altri, dal Dipartimento di Ingegneria Civile-Unisa, dal LACELab (Laboratory of Architectural & Civil Engineering), dalla Unina, da Assoeman e da Ecoaction.