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Evan Peters: “Non è stata una mia scelta lasciare American Horror Story”

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Reso celebre per i film sugli X-men e la serie tv American Horror Story, l’attore ha incontrato i giffoners nel consueto Meet The Stars per poi ricevere il Giffoni Experience Award.

Evan Peters non poteva mancare al Giffoni Film Festival, l’attore americano non ha deluso le aspettative dei giovani giurati presentandosi al festival in maniera umile e professionale.

Reso celebre per le sue prestazioni in X-Men e American Horror Story ha suscitato grande interesse nel suo ultimo lavoro: I Am a Woman (ancora non uscito nelle sale) per alcune dichiarazioni contrastanti sul tema del film. Annuncia poi che non sarà presente nella prossima stagione di American Horror Story: “Non per scelta mia” chiudendo ogni polemica su un suo possibile litigio con la produzione.

Intervistato prima dai giornalisti e poi da giurati ha parlato liberamente di ogni suo aspetto lavorativo: “Penso che in Pose sia stata la mia performance più impegnativa anche se è stata girata recentemente. In futuro spero sia un ruolo rivisitato o qualcosa di totalmente nuovo. Vorrei fare una storia d’amore magari, sono pronto per farla”.

Ad una possibile rinuncia nella serie American Horror Story ha detto:

“Non so se rinunciare è la parola giusta, un giorno la produzione mi ha chiamato informandomi che non avrei più fatto parte del cast. Dal canto mio, girare serie tv e pellicole mi toglieva molte energie, motivo per cui ero molto stanco nell’ultimo periodo”.

La sua passione per la musica non è una novità:

“Amo la musica, è così bella da fare e credo che sia difficile per me farla diventare una professione, non posso scappare ovviamente da questo amore che ho per lei, ma resterà un hobby e basta”.

Recentemente c’è stata una notizia in cui il suo personaggio nel prossimo film I Am a Woman (pellicola di una transgender che sfonda nel mondo della musica) sia definito inadatto per lui e definito: “Politicamente corretto in maniera eccessiva” per il ruolo assegnatogli.

“Essere positivo fa rumore, cerco di essere autentico quanto posso in tv o al cinema. Più sei autentico più la gente ti osserva, magari critica o cerca solamente di apprezzare quello che stai facendo. Nel film (ambientato negli anni ’70) mi sono fatto aiutare da tutto il cast originariamente transgender per rendere al meglio, non vedo l’ora che tutti possano guardarlo e apprezzarlo”.

Dopo il passaggio del mondo “X-Men” alla Marvel, Peters non nasconde la sua passione (tardiva) nei fumetti:

“Amo i supereroi a prescindere, non li leggevo spesso ma dopo aver ottenuto la parte in X-Men ho dovuto farlo per forza. Amo l’universo Marvel e sarà dura far “risorgere” il mio personaggio dato che nella versione precedente è morto”.

Infine conclude sulla sua linea professionale, sullo stile che preferisce nei filme su un dettaglio nel cinema italiano:

“Ho sempre una scelta da fare, quando cerco lavoro devo essere plasmato per tutto, amo le commedie in ogni tipo di sfaccettature, anche se non disprezzo il genere “drama”. Anche American Horror Story era in uno stile dark-divertente, quindi quel tipo di linea la seguo volentieri personalmente. In italia come film, ho visto e adorato 8 1/2 di Fellini”.