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Mezzaroma Senior e Lotito Jr in ritiro

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mezzaromasr-radiobussolaTutti in ritiro, appassionatamente. Dopo i due patron, ieri al Mancini Park Hotel hanno fatto capolino anche Enrico Lotito – figlio di Claudio – e Gianni Mezzaroma, padre di Marco e suocero del patron della Lazio. Un modo per dimostrare vicinanza alla squadra, al tecnico. Un modo per far capire a tutti, forse con leggero ritardo, che la società c’è, è accanto ai suoi uomini e, soprattutto, crede in loro e nella salvezza. Calciatori sul pezzo e concentrati sull’obiettivo finale: salvarsi venerdì sera, a tutti i costi, con la speranza che dagli altri campi in giro per l’Italia giungano buone notizie. . Poche le novità: Pestrin è stato schierato accanto ad Odjer (Moro ed il ghanese sono diffidati, la sensazione è che Menichini non abbia ancora deciso chi affiancare all’ex Catania); Zito e Gatto erano gli esterni e Rossi sull’out sinistro preferito a Franco. Indicazioni, dunque, in vista della gara verità. Nulla di deciso, però. Il trainer di Ponsacco ha ancora qualche ora per sciogliere i proprio dubbi. Ha tantissime idee in testa, una leggera confusione, un caos…calmo, in sintesi. Perché Zito, Oikonomidis ed Odjer sono diffidati e l’ombra dei playout è sempre alle spalle, a perseguitare i granata nel proprio cammino. Ed il fatto che, purtroppo, non tutto dipenda solo ed esclusivamente dalla Salernitana, fa il resto. Nel caso in cui una vittoria granata avesse regalato la salvezza diretta, a prescindere dai risultati degli altri campi, allora la presenza in contemporanea di Moro ed Odjer non sarebbe minimamente in discussione. Ora, invece, il trainer di Ponsacco potrebbe anche decidere di rinunciare, almeno inizialmente, ad uno dei suoi due schermi, per scongiurare il rischio squalifica in caso di eventuali spareggi. Pestrin, capitano di tante battaglie e che ha dentro rabbia e grinta da vendere, ha ancora parecchie chance di scendere in campo dal primo minuto venerdì sera. Dubbi, ansie ed una piccola dose di paura che, a volte, può anche salvarti la vita e… magari pure il campionato: poco più di 48 ore al match verità, tra prove tattiche, concentrazione, timidi sorrisi e visite di cortesia.
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