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Vannucchi e quelle due reti da urlo al Vicenza: “Quando conta, l’Arechi è una figata”

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1381845_162253253982736_1870687005_nLa palla che diede Giampaolo a Giacomino Tedesco è ancora impressa negli occhi di tutti. Il centrocampista siciliano (col 10 sulle spalle) non ci pensò due volte: palla al centro per Ighli Vannucchi, colpo di testa dello stesso e stadio Arechi – stracolmo, 40mila anime – in visibilio. Un intero stadio venne giù, dai distinti sino alla tribuna, passando per una curva sud che ribolliva, infuocata come non mai. La rete del fantasista di Prato diede una speranza salvezza all’allora Salernitana guidata da Aniello Aliberti, che quel 16 maggio 1999 era a bordo a campo e non si nascose neanche quando alcune lacrime iniziarono a scendergli lungo il viso. Di commozione, di gioia, di speranza, appunto. Che fu resa vana, quantomai beffarda, dal pareggio ottenuto dalla Salernitana a Piacenza la settimana successiva. Niente da fare, terribile il verdetto: granata in B dopo una sola stagione in serie A. Ma Ighli Vannucchi, ancora con l’ippocampo cucito sul petto l’anno successivo in cadetteria, non si arrese e punì ancora gli iberici, declassati insieme ai granata. Correva sempre l’anno 1999, in panchina c’era Cagni e non più Oddo ed era un freddo 12 dicembre. Ci pensò Vannucchi a riscaldare la platea: i granata erano sotto, perdevano 2-0 e Cagni prima spedì Marco Rossi a fare il terzino, poi potè solo ammirare la bellezza e la sfrontatezza di un giovane con tanta voglia d’emergere e che non avrebbe avuto nessun timore reverenziale nel provare a saltare mezza squadra. Slalom alla Alberto Tomba e rimonta completata: la Salernitana vinse 3-2. L’album dei ricordi lo sfoglia proprio il diretto interessato, sulle frequenze di Radio Bussola 24 nel corso del consueto appuntamento con “Gli sporTaccioni”: “Ho tanti ricordi belli di Salerno –  ha dichiarato Vannucchi – ma quelli più belli sono proprio i due gol al Vicenza. Fu un’emozione importante che a distanza di diciotto anni fa ancora rabbrividire. Poi, quello in serie A, fu il mio unico gol di testa. La squadra sta lottando, le auguro di potercela fare ma a prescindere dal risultato finale la Salernitana si ama, qualsiasi sia la categoria. Bisogna dare tutto e spingere al massimo in questo finale di gare insieme al pubblico che sarà sugli spalti e che saprà spingere la squadra. Non sento Alberto Bianchi da un po’ di tempo: è un mio amico, una persona vera ed ha la mentalità per fare grandi cose nel calcio. La situazione di classifica non è delle migliori ma credo che bisognerebbe esaltarsi in questo momento, anziché abbattersi. Quando le partite iniziano ad essere decisive, giocare all’Arechi è una figata. Coda-Donnarumma? Ventiquattro gol in due è qualcosa di importante ma ora serve il vero salto di qualità. Non so se vedrò la partita – conclude – ultimamente non seguo molto il calcio come prima”.
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