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Caso Lello Granata: la Procura ricostruisce la dinamica dei fatti

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Umberto I
«Abbandonato per quattro ore su di una barella. Se mio figlio avesse avuto una degna assistenza, ora non saremmo qui a piangerlo» ha dichiarato il padre di Raffaele Granata, detto Lello, ai propri legali. Il giorno dopo la morte improvvisa del 37 enne Raffaele Granata, la sua famiglia oscilla tra sentimenti di rabbia e tristezza. Da ieri mattina sono assistiti  dall’avvocato Vittorio D’Alessandro, che nominerà un consulente medico che sarà presente durante l’esame autoptico previsto sul corpo di Lello. L’esame sarà disposto dalla Procura, con affidamento d’incarico al medico legale, nei prossimi giorni. La denuncia dei familiari ha spinto il sostituto procuratore, Daria Mafalda Cioncada, ad aprire un fascicolo contro ignoti. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Ieri pomeriggio, i carabinieri hanno sequestrato cartella clinica, tracciati ed esami eseguiti dal giovane all’Umberto I di Nocera Inferiore.  Dai primi due tracciati, tuttavia, non sarebbero emerse complicanze di tipo cardiaco. A seguire poi, nuovi esami, tra i quali un’ecografia. Come da prassi, il personale lo avrebbe poi lasciato in attesa, valutandone la condizione come stazionaria. Circostanze, queste, sulle quali la Procura dovrà appunto verificarne la veridicità. Il momento topico per la famiglia è però rappresentato dal fatto che Raffaele venne lasciato su di una barella, fino al suo ingresso nella shock room, dove rientrano e vengono monitorati tutti i pazienti con significative alterazioni dei parametri vitali.