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Tutti i volti di un 4-4-2: Salernitana “elementare” per far risultato con la seconda della classe

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image8-e1455810479401In vista della delicatissima sfida interna contro il Crotone di mister Juric, fervono in casa granata i preparativi tecnico-tattici. Settimana complicata per Leonardo Menichini ed il suo gruppo, costretti a riscattare la pesante sconfitta di Terni affrontando una delle avversarie più ostiche della cadetteria. Insomma, la classica partita per uomini veri, volendo utilizzare un linguaggio cinematografico e fingendo per un attimo di dimenticare che si tratta pur sempre di un incontro di calcio. E’ altrettanto vero però che quelli vissuti da Moro e compagni son giorni tutt’altro che semplici da gestire. Con la tifoseria che pressa ed invita a dare il massimo in campo, durante la settimana e in partita, e con la società che, dimenticando le evidenti responsabilità gestionali di inizio stagione, fa sentire maggiormente la sua presenza quotidiana. Ed allora, piuttosto che lasciarsi irretire da paure e ulteriori tensioni, dovendo già gestire quelle prodotte dalla preoccupante situazione di classifica e dal valore della compagine calabrese, meglio dedicarsi al lavoro sul prato verde e creare le condizioni favorevoli per disputare una grande partita domenica all’Arechi.
Le sedute di allenamento, decisamente laboriose ed intense, stanno disegnando una squadra che, al netto di improbabili tentativi di depistaggio tattico, si presenterà con il ‘4-4-2’ al cospetto dei pitagorici. Obiettivo? Semplificare, rendere essenziale il disegno tattico, liberarsi di fantasie calcistiche prive dello spazio necessario per ‘concedersi’ errori ed incertezze. E’ tempo di ottener punti pesanti ed il ‘vecchio’ e ormai bistrattato ‘4-4-2’, sempre più raro nel panorama calcistico italiano, si lascia preferire per la sua didattica semplice e perché, meglio di qualsiasi altro sistema di gioco, garantisce ai calciatori presenti in organico la possibilità di produrre prestazioni in funzione delle loro qualità tecniche, atletiche e temperamentali. Fermo restando che la risposta che conta è quella che dovrà fornire il terreno di gioco, la scelta operata in questi giorni dal tecnico toscano appare piuttosto convincente ed anche una sorta di bussola tattica in prospettiva futura. La Salernitana possiede due attaccanti centrali (Coda e Donnarumma) che vedono la porta e si integrano bene, capaci di creare disagio alle difese rivali. Ed allora è giusto farli giocare in coppia, senza snaturarli affidando ad uno dei due funzioni decentrate. In mezzo al campo, in assenza della visione di gioco dell’infortunato Ronaldo e di mezz’ali di qualità e di gamba, meglio affidarsi ai polmoni e al temperamento di Moro ed Odjer; interdittori al servizio del collettivo a cui affidare compiti ben precisi e dai quali non pretendere giocate in grado di migliorare la proposta offensiva. Inoltre, procedendo sul piano della semplicità e dell’ottimizzazione dell’organico ed in attesa della sospirata uscita di Gabionetta da un letargo intriso di leziosismi ed irritanti isterismi, meglio puntare sulla freschezza atletica e la completezza tecnica di Oikonomidis e Gatto, calciatori che hanno tutto per insidiare e stimolare Zito, chiamato a sua volta a trasformare in realtà durevole e tangibile le enormi potenzialità del suo bagaglio calcistico. Di concretezza in concretezza si arriva alla difesa, su cui si sta lavorando per renderla congrua all’interno di un contesto calcistico in cui equilibrio difensivo ed efficacia offensiva viaggino in totale armonia. Linea a quattro e difficoltà ridimensionate nella lettura tattica individuale. Compiti precisi da svolgere e fette di campo da presidiare ordinatamente, in entrambe le fasi, evitando ai protagonisti pallonari l’ingrato compito di dover eseguire individualmente ed in maniera tempestiva la giusta scelta dettata dalla fase del match.
Il ‘4-4-2’: modulo ‘protocollare’ che si dipana seguendo leggi calcistiche ben precise; per evitare che la paura di sbagliare, unita alla cattiva lettura del singolo, non determini risultati disastrosi come quelli maturati in terra umbra. Bella fantasia il calcio totale, dove tutti possono far cose diverse in qualsiasi zona del campo. Ma non tutti gli organici, quello granata compreso, son  strutturati per assecondare il principio della versatilità tattica. Ed allora spazio ad una manciata di concetti. In fase attiva, in sostanza, sovrapposizioni degli esterni difensivi vincolate alla capacità degli esterni alti di guadagnare campo sulla trequarti con i tagli dalla fascia al centro, altrimenti frequenti temporeggiamenti e linea di retroguardia bloccata. Mediani centrali a fungere da interdittori deputati a tappare buchi, a garantire schermo alla difesa, ad attivare la terza linea con passaggi ordinari; non più, quindi, incursori obbligati a produrre la giocata risolutiva e la rifinitura nella trequarti rivale.  E poi, ancora, esterni alti pronti a sfruttare il lavoro del doppio centravanti – giocando vicini, Donnarumma e Coda costringeranno gli esterni bassi avversari a stringere sui difensori centrali – per affondare lungo le linee laterali. Oppure, accentrandosi, andranno a formare un quartetto offensivo in grado di perforare difese munite, liberando anche lo spazio laterale in cui dovranno esser bravi a scavallare gli esterni bassi. Insomma, un calcio semplice, concreto, nemico di voli pindarici e di irrealizzabili alchimie, ma sempre in grado di garantire ordine ed equilibrio tattico in fase passiva, nonché massiccia presenza ed efficacia finalizzativa nei pressi dei sedici metri altrui.
La logica del risultato da raggiungere ad ogni costo, infine, con un ordinario accorgimento tattico all’interno del medesimo ‘4-4-2’ – una linea difensiva composta, ma è solo un esempio non testato dal trainer in allenamento, da quattro difensori bloccati: Ceccarelli, Bernardini, Bagadur (Trevisan), Empereur  – semplificherebbe ancora di più l’operato calcistico di un gruppo che, impossibilitato a vivere con serena lucidità il momento di difficoltà, dovrebbe limitarsi a gettare in campo determinazione, generosità e disciplina tattica. Una sorta di ‘6-4’ finalizzato esclusivamente all’ottenimento del risultato: sei elementi a proteggere il fortino, quattro ad assaltare quello altrui. Per gli esperimenti, si dovrà rimandare il tutto alla prossima stagione.
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