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E' il momento di Leonardo Gatto: il jolly pronto all’esordio dal 1′ in una sfida dal sapore di derby

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leonardogatto-radiobussolaArrivato a fil di sirena, quando il gong del calciomercato stava per scoccare e per espresso volere di Vincenzo Torrente. E’ nata così la storia tra Leonardo Gatto e la Salernitana. Il tecnico cetarese aveva individuato nell’esterno di Trebisacce l’uomo giusto per il suo 4-3-3. Peccato, però, che Torrente sia stato silurato dopo la sconfitta di La Spezia senza mai poter usufruire di un calciatore voluto a Salerno proprio da lui. Succede anche questo nel calcio, ovvero essere esonerato dopo un mercato…”ad hoc”, quasi su misura. Quindi l’avvento di Menichini, tecnico che ama il 3-5-2, modulo nel quale si fa fatica a trovare la collocazione giusta per l’ex Vicenza. Tuttavia, sia contro il Pescara sia contro la Ternana Gatto è riuscito a ritagliarsi un piccolo spazio, seppur a gara in corso. Al Liberati s’era partito con il canovaccio citato poc’anzi – il 3-5-2 – salvo dover rivoluzionare l’assetto a gara in corso, a causa dell’inspiegabile espulsione di Denilson Gabionetta. Gatto esterno in un centrocampo a quattro, dunque, dopo l’idea – durata il tempo d’un amen ma ampiamente proponibile – di schierarlo mezz’ala: Menichini c’ha pensato nei giorni che hanno preceduto la trasferta in terra umbra, anche se il calciatore, che ha gamba e tecnica, non dava le dovute garanzie in fase di non possesso e perciò s’è virato su Chris Oikonomidis, calciatore maggiormente propenso al sacrificio. Per Gatto, però, ora sembra arrivato il momento di scaldare muscoli e motori. Domenica pomeriggio, nel lunch match contro il Crotone, il trainer di Ponsacco sta pensando e ripensando a lui. Ancora una volta esterno nel centrocampo a quattro. Perchè i granata, stando a quanto filtrato dagli ultimi allenamenti, scenderanno in campo con un accorto 4-4-2, per contrastare le pericolosissime catene dei pitagorici e cercare di annullare le fonti di gioco avversarie, specialmente sugli esterni dove agiranno i vari Martella, Balasa, Ricci, Stoian, e così via. Stretti e compatti in fase di non possesso, per poi guadagnare campo una volta riconquistata la sfera. Questo il Menichini-pensiero, che più o meno sta facendo le valutazioni fatte anche lo scorso anno alla vigilia del match con il Matera di “Don” Gaetano Auteri (che pure si presentò a Salerno con un offensivissimo 3-4-3), quando fu schierato Favasuli esterno di centrocampo per stoppare le scorribande figlie dell’esuberanza dell’undici lucano. Gatto, almeno in fase difensiva, non è Favasuli e su questo ci sono pochissimi dubbi. Ma con voglia, determinazione e spirito di sacrificio può tranquillamente ricoprire quella fetta di campo, dando una mano alla sua squadra in una partita che proprio non si può sbagliare. Certo, bisognerebbe fare gli scongiuri poichè quel match fu leggermente maledetto: Diop gelò l’Arechi al ’94 e quella sconfitta coincise anche con l’ultima partita in maglia granata di Andrea Nalini. Passi falsi, in questo momento, non sono ammessi. La Salernitana deve ricominciare a respirar, perdere sarebbe un po’ come morire. Le speranze salvezza passano per il principe degli stadi, la squadra lo sa. Leonardo Gatto scalda i motori. Lui pronto a sacrificarsi – anche perché il match con il Crotone ha il sapore di un vero e proprio derby, essendo cosentino doc – Menichini pronto a lanciarlo nell’once titular per la prima volta. Per viaggiare tutti verso lo stesso obiettivo.
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