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Beni confiscati, parte dalla Campania il progetto Hermon

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Un geo-monitoraggio dei beni confiscati alla criminalità organizzata, cioè uno  strumento cartografico di analisi che consente l’acquisizione di informazioni su beni, territorio e ambiente tramite rilevazioni Gps e che aiuterà nell’amministrazione e destinazione degli immobili sottratti alla camorra.

Il Progetto Hermon, presentato questo pomeriggio alla Prefettura di Salerno, è stato realizzato con dei fondi europei attraverso un’iniziativa dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc).

Ad illustrarlo, dopo i saluti del viceprefetto Giuseppe Forlenza e del sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, i referenti campani dell’ANBSC, Angela Capparelli, Orlando Nappi e Gianpaolo Capasso.

E’ grazie ad una campagna di geo-rilevamento in cinque comuni del napoletano – ha affermato Capasso – che è possibile determinare la fruizione da parte del territorio e la precisa conoscenza delle coordinate che lo caratterizzano come le informazioni catastali ed i limiti amministrativi”. A seguire, il confronto-dibattito che ha visto come protagonisti il procuratore aggiunto Antonio Centore, il giudice Gaetano Sgroia della sezione Riesame e Misure di prevenzione, il senatore Franco Malvano, commissario antiusura e antiracket con delega ai beni confiscati della Regione Campania, il vice prefetto Franco Iorio, commissario straordinario del Comune di Battipaglia e Riccardo Christian Falcone, responsabile per i beni confiscati di Libera Salerno. Tra i temi discussi, le problematiche legate alla confisca e al riutilizzo dei beni.

 

 

 

 

 


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