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Corse in autostrada e multe non pagate. Bufera su Lotito nei viaggi Roma-Salerno

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claudio_lotito-radiobussola

“Gli assenti hanno sempre torto, io vengo apposta da Roma tra mille impegni”, la frase spesso ripetuta da Claudio Lotito per sottolineare la sua assidua presenza allo stadio Arechi in occasione delle gare della Salernitana al contrario di qualche tifoso che il co-patron vorrebbe allo stadio per rimpinguare ogni sabato il numero dei presenti sugli spalti. Lotito c’è spesso, secondo quanto riferito da Repubblica sabato praticamente sempre in barba agli Autovelox e ai Tutor autostradali. Che oggi, a distanza di tre e quattro anni, iniziano a presentare il (salato) conto delle corse da Roma a Salerno del 2011 e del 2012. Come svela il quotidiano, sono ben 64 le volte in cui la sua auto è stata pizzicata e immortalata mentre sfrecciava anche a 226 Km/h sull’autostrada A1 in direzione Salerno nei weekend in cui era impegnato l’allora Salerno Calcio o la successiva Salernitana. Secondo le statistiche pubblicate da Repubblica, il suo autista avrebbe collezionato infrazioni tali da perdere 251 punti dalla patente!  Il vulcanico imprenditore romano, il suo entourage più che altro, ha giustificato le corse con “questioni di sicurezza dovute alla scorta. L’autista Luca Polce ha lo status di guardia pubblica e aveva quindi la possibilità di infrangere i limiti di velocità”.L’auto, intestata all’autista come comodatario d’uso, ha corso parecchio e le multe sono arrivate ai proprietari di Toyota Italia per un totale di 70mila Euro. Repubblica spiega come le regole prevedano il pagamento da parte del comodatario di ogni genere di contravvenzione con tanto di firma al momento della consegna dell’auto. Lotito avrebbe ritirato le multe ma non le avrebbe mai pagate, scaturendo l’avvio di un procedimento e sostenendo in seguito – sempre secondo il quotidiano – che la Toyota avrebbe dovuto respingere le multe perchè dovute “a motivazione d’urgenza”. A breve si terrà la prima udienza, la linea difensiva di Lotito si affiderà alle “esigenze di scorta” (che da anni è assegnata al patron dopo le minacce ricevute dai tifosi laziali). Per poter annullare le contravvenzioni è necessario dimostrare che davvero però, nelle occasioni su citate, le corse folli erano dovute a “servizi urgenti di istituto” (articolo 177 comma 2 del codice della strada), e accompagnate dall’utilizzo di lampeggianti e sirena. Ci riusciranno gli avvocati di Lotito? La speranza dei tifosi granata è che intanto, a correre, ci pensi la Salernitana. In mezzo al campo non c’è autovelox che tenga.

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