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Paradosso al Volpe: bersagliati solo i calciatori

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Diciamocelo in tutta franchezza, bollare come “contestazione” quanto accaduto ieri ai cancelli del campo Volpe è probabilmente fin troppo eccessivo. In primis per l’esiguità del numero dei presenti, appena una trentina, peraltro non rappresentanti di alcuna sigla del tifo organizzato. Con altrettanta onestà bisogna però sottolineare come quanto successo lascerà comunque scorie all’interno del gruppo guidato da Vincenzo Torrente. Positive o negative, solo il campo lo stabilirà. Intanto ha aperto un fitto dibattito all’interno della tifoseria granata. Social impazziti, tra chi condanna i contestatori e chi invece plaude l’iniziativa singola di questo gruppetto di tifosi granata. Che hanno usato toni forti, aspri. Fin troppo, vedendo le facce spaesate, quasi impaurite, dei calciatori oggetto delle pesanti invettive. Fermo restando il diritto sacrosanto di ognuno di poter manifestare il proprio pensiero (possibilmente con modi “oxfordiani”), è lecito interrogarsi sulla legittimità ed utilità di quanto accaduto. Prendersela con la squadra, la stessa che (almeno fino a gennaio) dovrà cercare di tirare fuori l’Ippocampo dalle sabbie mobili della classifica, ha un senso? Letteralmente terrorizzare i malcapitati Terracciano e Strakosha, impietriti al cospetto dell’ira dei presenti, li renderà più sicuri a guardia dei pali granata? Sacrosanto pretendere massimo impegno, ma siamo certi che i mali di casa granata dipendano solo da quello e non siano ben più profondi, radicati e strutturali? Calciatori (Gabionetta a parte) duramente contestati, allenatore assolto. Per certi versi a sorpresa. Vincenzo Torrente ha ricevuto applausi ed incitamenti. “Mister, siamo con te”. Quasi attonito il tecnico cetarese, forse perché s’aspettava di finire anch’egli nel tritacarne della critica. Che non gli ha risparmiato un monito: “Non devi farti comandare da Fabiani”. Già, Fabiani. Il diesse non s’è visto al campo Volpe delegando al team manager Sasà Avallone il compito di metterci la faccia. Alla fine della fiera, calciatori unico bersaglio. Ma già da sabato tocca affidarsi nuovamente a loro. Gennaio, del resto, è ancora lontanissimo.

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