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Rebus Calil – Radio Bussola 24

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Una cosa è certa. Comunque vada Caetano Calil s’aspettava ben altro trattamento da parte della Salernitana. Leader e trascinatore nella scorsa trionfale annata, formidabile collante con la tifoseria con le sue simpaticissime incursioni social. Ma soprattutto uomo gol, cecchino capace di far sfoggio all’occorrenza di sano altruismo. Tutto ruota intorno ad un contratto in scadenza al prossimo 30 giugno 2016. Calil è stato chiaro, già all’indomani della sbornia promozione col Barletta. S’aspettava un riconoscimento, una sorta di premio per la bontà del lavoro svolto. Ma anche un’investitura, una garanzia. Quella d’esser perno del progetto Salernitana negli anni a venire. Il rinnovo del contratto, insomma. “Allungamento, non adeguamento”, tiene a chiarire l’entourage del calciatore prima di rimarcare la ferma volontà di Calil di rimanere a Salerno anche a fronte di offerte economicamente più vantaggiose ricevute da tre società, Foggia su tutte. Da Norcia – sede del romitaggio dauno – filtrano notizie in controtendenza e descrivono il calciatore lusingato dalla corte rossonera. Il classico gioco delle parti, verrebbe da dire. Nella serata di martedì l’ex vicepresidente pugliese Lo Campo avrebbe addirittura annunciato su Facebook l’imminente fumata bianca con Calil. Web in subbuglio, ma Caetano (per ora) resta a Cascia. Alle prese con un fastidio (diplomatico?) al ginocchio, senza quello smile che è ricordo confinato alla passata stagione. Quando in panca c’era il mentore Menichini, colui che meglio di ogni altro ha saputo esaltarne estro e doti tecniche. Preistoria, almeno calcisticamente parlando. Chissà che nel tritacarne non possa finirci anche uno dei (pochi) fedelissimi del trainer di Ponsacco ancora superstiti. Nel 4-3-3 di Torrente Calil è relegato all’esterno, ruolo di certo non congeniale alla sua struttura fisica. “Ma è libero di accentrarsi ed arrivare al tiro”, tiene a precisare Torrente. Ben diverse le intenzioni di De Zerbi, pronto a riportarlo nella zona centrale del campo, libero di puntare la porta ed inventare gioco. Il diesse Di Bari è fiducioso di riuscire a portare a termine l’operazione dopo l’asfissiante pressing sul collega Fabiani. Che ha chiesto duecentomila euro ai satanelli per liberare il talento ex Frosinone e Crotone. Mica bruscolini, insomma. Unica certezza tra tante incertezze.

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