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Vincenzo Torrente nuovo allenatore della Salernitana – Radio Bussola 24

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Sciarpa granata al collo ed una in mano, quasi a voler simboleggiare un traguardo raggiunto dopo anni di onorata carriera. Da Cetara a Salerno è stato un viaggio lunghissimo, speso in larga parte in rossoblù sponda Genoa. Un “Torrente d’emozioni”, come egli stesso ha scherzosamente affermato. “Ma oggi finalmente sono tornato a casa – afferma Vincenzo Torrente presentandosi in un affollatissimo Seci Center – Volevo ringraziare i presidenti Mezzaroma e Lotito ed il direttore Fabiani, per me allenare la Salernitana è una grande occasione. Farò di tutto per regalare grandi soddisfazioni alla società. Sono orgoglioso ed onorato di essere l’allenatore della Salernitana, non ho avuto il piacere di difendere questi colori da giocatore, lo faccio ora da allenatore. So di arrivare in una piazza molto esigente, in cui non basta vincere ma bisogna anche convincere. Il mio obiettivo è quello di fare un calcio propositivo e cercare di regolare gioie ed emozioni al popolo granata, da sempre un valore aggiunto per passione, incitamento e calore. Da salernitano della provincia avverto la responsabilità di dover dare qualcosa in più per questa maglia e per questa città. Ho motivazioni fortissime anche personali, sono felice di essere ritornato in B e di farlo nella mia terra”. Torrente entra nel merito del discorso tattico anticipando il modulo di partenza della sua Salernitana. “Voglio una squadra organizzata, che abbia ritmo, velocità, aggressività e dinamismo. In partenza giocheremo col 4-3-3, sono cresciuto con questo modulo ma questo non vuol dire non poter variare durante una gara. Ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada un allenatore che qui ha segnato qualcosa d’importante come Delio Rossi che mi ha insegnato molto. Al di là dei numeri è importante divertirsi e far divertire la gente che viene allo stadio puntando alla concretezza, che poi alla fine è quello che conta”. Torrente ripercorre le tappe della trattativa che l’ha portato in granata ed illustra gli obiettivi per la prossima stagione: “E’ successo tutto sabato quando ho ricevuto una telefonata dal direttore – bluffa Torrente – In precedenza avevo letto il mio nome accostato alla Salernitana, ma solo domenica ho visto la proprietà e lunedì abbiamo concluso. Il prossimo sarà un campionato difficile con squadre importanti. L’obiettivo è quello di mantenere la categoria, questo mi ha chiesto la società cercando di far sempre il massimo e meglio. C’è una base di partenza importante per dar continuità che va migliorata perché si affronterà un campionato diverso rispetto all’anno scorso. La storia dice che non stravolgere vuol dire far bene l’anno dopo. Qualcuno l’avrei voluto con me in passato. C’è un’ossatura rilevante di una squadra che ha fatto 80 punti, questa rosa va migliorata ma ci sono già giocatori di esperienza e qualità. Gori è un giocatore importante, è stato il miglior portiere del campionato. Valuteremo se prendere uno giovane o più esperto, l’importante è che sia bravo. Calil lo utilizzerò com’è stato utilizzato quest’anno. Per me può giocare da numero 9, ma può fare anche l’esterno. In rosa ci sono giocatori di gamba e con qualità fisiche, cercheremo di aggiungere forze fresche e creare un giusto mix. Prenderemo cinque-sei rinforzi e qualche under, ma non abbiamo affrontato nel dettaglio questi discorsi. Nasco nel settore giovanile, mi piace lavorare con i giovani bravi perché creano entusiasmo. La Lazio ha giovani interessanti perché ha un ottimo settore giovanile, ma faremo valutazioni in generale. Devono avere carattere, giocare all’Arechi non è semplice per chi non ha personalità e carattere. Vorrei avere la squadra al completo già dal ritiro, ma sarà difficilissimo. Spero di poter lavorare almeno con l’80% della squadra pronta già in ritiro”. Torrente ripercorre la sua carriera da allenatore soffermandosi anche sull’esonero di Cremona: “Dopo Gubbio ho fatto la scelta di Bari, una piazza importante come Salerno. Ho fatto ottime cose, poi ho compiuto un passo indietro anche se avevo possibilità di continuare in B. Cremona la ritengo un’esperienza positiva visto che la società mi ha esonerato da quarto in classifica e dopo nove risultati utili consecutivi. Avevo ancora un anno di contratto che ho risolto a gennaio, c’erano possibilità di andare in B ma non ravvisavo i presupposti per far bene. Ho preferito aspettare l’occasione giusta ed è capitata. La piazza, la proprietà di spessore mi hanno spinto ad accettare. Non ne ho fatto un discorso economico, mi interessava un percorso importante, decisivo per il futuro della mia carriera. Le strutture? Ho visto l’Arechi in ottime condizioni, non ho visto il Volpe. Se troveremo una struttura in erba dove allenarci tanto meglio, altrimenti opteremo per il sintetico”.

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