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Pintus: ecco la ricetta del "mio" Karaoke 2.0!

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È ritornato, a più di vent’anni dal primo, grande successo televisivo, il mitico format Karaoke, in onda già da lunedì su Italia1. Il programma, che ha mantenuto l’orario del passato – le 20 –, vanta un rinnovato spirito social ed un nuovo conduttore. Ne abbiamo parlato ai microfoni di RadioBussola proprio con lui, l’eclettico Angelo Pintus.

Eclettico, dici? Mi piace! (esordisce il comico)

Angelo Pintus, alla guida del nuovo "Karaoke"Sì, eclettico. D’altra parte, il grande pubblico ti ha conosciuto ed apprezzato sempre come “animale da palcoscenico”. Karaoke, in un certo senso, ti riporta giù dal palco, a stretto contatto con il pubblico. Cosa cambia, allora, per te e per il tipo di comicità che proponi?

In realtà, a me piace un sacco farlo, perché amo stare in mezzo alle persone e trovo che ciò possa darti un sacco di spunti: è soprattutto un modo per stare in compagnia. Prima di iniziare, vedevo in quest’edizione del Karaoke un pretesto per stare in piazza, far venire i bimbi, i ragazzi… fare un po’ di casino insieme, come se fossimo in vacanza.

Ed è proprio in un posto “vacanziero” che ti trovi in questi giorni: sei a due passi da qui, a Cetara, in Costiera Amalfitana.

Esatto. E vi aspetto tutti dalle 19 – o 19.30 grossomodo! Si registra in via Marina. Venite per cantare la vostra canzone preferita.

Domanda a bruciapelo: Karaoke può essere una risposta ai talent che tanto spopolano oggi?

Penso che i talent siano tutta un’altra cosa. L’unico aspetto interessante che ho notato è che, oggi, molti di coloro che si cimentano coi provini del Karaoke, sanno cantare – si saranno allenati in tutti questi anni! Ma ti avverto: hanno cantato anche persone che ai talent non sarebbero nemmeno mai arrivati; quindi, è piuttosto un’occasione per tutti di cantare assieme.

Raccontaci la cosa più divertente che è successa durante i casting e le riprese.

Guarda, in piazza succede di tutto. Dal cane che ti porta via il microfono, a quello che non sa cantare, al bambino che ti ferma, chiede il microfono e ti fa la vocina “Mi sono perso”. Per non parlare dei casting: c’è gente che si presenta normalmente, ma puoi trovarti anche quello che arriva vestito come Vasco, canta il pezzo à-la Vasco e pretende di parlarti con la voce di Vasco. O signur, che roba! Per questo mi piace ritornare in piazza.Fiorello ai tempi del Karaoke

Secondo te, qual è la forza di un programma più che ventennale, che torna oggi in onda e fa ascolti?

In Italia ci piace cantare; basterebbe questo a spiegare perché la formula resiste da vent’anni. Pensate solo a quanti bar propongono serate karaoke; e penso che adesso ci sarà un nuovo exploit di questo genere di intrattenimento. La cosa mi rende contento: se sarà così, vorrà dire che avrò trovato più posti di lavoro io che il governo.

(intervista a cura di Alessandro Gammaldi)


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